| 24 marzo 2011 | ||
| 18:30 | - | 20:00 |
E’ oggetto d’analisi degli ultimi tempi (vedi link) il ruolo che i social network hanno e di sicuro continueranno ad avere nel rapporto tra cittadini e politici. Europe Direct Firenze ha deciso di “condividere” e “invitare” tutti i suoi “fan” a questo dibattito dal vivo!
Vi aspettiamo giovedì 24 marzo 2011 alle ore 18.30 a Palazzo Giovane.
Per coloro che per ragioni geografiche o altri impedimenti non possono essere presenti di persona è possibile poter partecipare via web con osservazioni, domande e riflessioni collegandosi negli orari dell’incontro direttamente alla pagina dell’evento di Facebook.
I siti più importanti sono i motori di ricerca, che con il loro algoritmo cercano di migliorare la ricerca delle soluzioni alle nostre esigenze. Essi impediscono che il web collassi sotto il peso della sua crescente complessità. Ma i motori di ricerca hanno bisogno di link per saltare da un mondo all’altro. I siti che non offrono link all’esterno frenano la ricerca e lo sviluppo organizzativo dei motori di ricerca. Senza link si finisce sempre per costruire isole separate, senza relazione con il resto del mondo. Ogni link è il punto di partenza per esplorare intere regioni on line. Dunque è chiaro che lo sviluppo e l’organizzazione del web non sono semplicemente funzionali alle risorse economiche disponibili, quanto piuttosto un fenomeno di cultura delle relazioni sociali. Non più del 15% delle pagine offrono link a punti di vista discordanti. Meccanismi di frammentazione sociale, o di isolamento politico alterano la topologia della rete segregando l’universo on line. Differenze nella struttura relazionale delle comunità tematiche determinano la qualità della loro accessibilità.
Un singolo link ben posizionato può determinare il destino e la posizione di migliaia di pagine, riorganizzando il paesaggio del web. In rete è sicuramente meglio essere alleati che nemici, sulla base dell’assunto che delle relazioni collaborative di un nodo beneficiano gli altri nodi rafforzando interi segmenti della rete.
Parlando del contesto sociale italiano e delle differenti realtà on line di pubblica ammnistrazione, mondo economico e società civile, sarebbe auspicabile l’applicazione di alcuni semplici principi: 1) la crescita di disponibilità di contenuti digitali, 2) la maggiore integrazione tra differenti basi dati nella gestione delle informazioni, 3) l’indicizzazione delle eccellenze contenutistiche, per ridurre l’effetto di ridondanza nella selezione di duplicazioni documentali.
Il web è un mezzo di comunicazione e nel corso degli anni, come per tutti i media, si sta generando una sintassi del nuovo mezzo. Questo significa che ciascun contenitore on line (sito, blog, facebook) ha caratteristiche proprie che lo rendono adatto a differenti tipologie di comunicazione. E vero che in condizioni limite i contenitori si sono adattati alle necessità (è il caso dei siti di dating durante la rivoluzione egiziana), ma in generale dobbiamo prendere atto della relazione peculiare tra contenuti e contenitori.
Stesso discorso per la partecipazione democratica, che vive attraverso processi-percorsi consolidati attraverso secoli di pratica della democrazia occidentale. E’ scontato precisare che lo stesso discorso politico acquista rilievo differente a seconda che venga espresso in casa propria, al bar, oppure in un’assemblea consiliare. Anche in questo caso dobbiamo prendere atto della relazione essenziale tra contenuti e contenitore.
L’Italia del terzo millennio ha l’obbligo di risolvere una serie di problemi già manifestatisi nel corso di questi ultimi anni. Problemi che originano prevalentemente dalla scarsa cultura digitale della popolazione, ma anche di una classe dirigente mediamente più vecchia che negli altri paesi occidentali.
In primo luogo la distinzione tra discorso privato e discorso pubblico. Alcuni siti internet assomigliano ad una casa privata (blog, facebook, ecc,) altri assomigliano ad un edificio pubblico (reti civiche, giornali, ecc.). Mescolare contenuti e contenitori ingenera soltanto confusione e rischia, nel lungo periodo, di deludere gli utenti circa il potenziale positivo del nuovo mezzo.
Più in generale Internet propone relazioni tendenzialmente orizzontali e questo cozza con la tradizionale struttura sociale italiana, basata su relazioni verticali, di gruppo, o come afferma certa scuola sociologica “familiste” e tribali. Stiamo vivendo un conflitto tra le tendenze all’apertura, alla trasparenza, l’orizzontalità delle relazioni che il web propone e la tradizione sociale italiana che tende a reinterpretare anche la comunicazione on line sulla base delle consuete abitudini, basate su relazioni di rete chiuse. Gran parte dei siti di imprese e enti pubblici ne sono un’evidente rappresentazione. E se non fosse per i motori di ricerca, che sono lo scheletro vivente del web, la struttura di isole separate che gli italiani hanno disegnato con i propri siti on line (come fossero specie di CD-rom virtuali) negli ultimi 15 anni sarebbe collassata sotto il proprio peso. Esemplare il caso toscano, dove Internet si è sviluppato in anticipo rispetto a molti paesi europei, ma che ancora oggi continua a esprimere una istintiva ritrosia dei gestori dei siti a concedersi reciprocamente link: cioè a negarsi l’uno con l’altro l’elemento costitutivo, l’essenza intrinseca del web.