Come atteso, la votazione in plenaria è stata di misura, a causa del voto contrario o delle astensioni dei gruppi politici di centro-sinistra su alcune disposizioni previste dall'accordo raggiunto, per il timore che il nuovo sistema sia troppo incentrato sulla correzione dei bilanci piuttosto che su ripresa e occupazione. La parte dell'accordo che riguarda gli squilibri macroeconomici è stata invece approvata a larga maggioranza, proprio perché ha ricevuto il sostegno anche dei gruppi di centro-sinistra, che hanno riscontrato un buon equilibrio fra imperativi sociali e finanziari.
Il Presidente della BCE Trichet ha espresso sostegno ai negoziatori del Parlamento la settimana scorsa per la resistenza opposta a chi voleva diluire l'efficacia delle misure approvate: "Se paragono l'accordo alle proposte iniziali, riscontro un miglioramento sostanziale. Rendo omaggio al Parlamento per questo", ha detto.
Sono disponibili maggiori dettagli sull'accordo approvato nella "FAQ", che potete raggiunge con il link sottostante.
Meno accordi a porte chiuse e più responsabilità democratica
Il voto finale di mercoledì è arrivato due settimane dopo che alcuni Stati membri, guidati dalla Francia, avevano rinunciato a chiedere che le segnalazioni inviate dalla Commissione fossero approvate dal Consiglio. I deputati temevano, infatti, che tale prevedimento avrebbe favorito il mercanteggiamento a porte chiuse fra i governi (horse trading).
Invece, l'accordo approvato obbligherà i paesi del'eurozona a trovare una maggioranza per respingere gli avvertimenti della Commissione, che in caso contrario saranno direttamente applicabili. Un governo nazionale non avrà neanche l'opzione di ignorare gli avvertimenti, che saranno infatti applicabili dopo 10 giorni dalla pubblicazione, se il Consiglio decide di non votare. In caso di respingimento degli avvertimenti della Commissione, i ministri dovranno spiegarsi in un dibattito pubblico al Parlamento europeo.
Audizioni pubbliche e supervisione macroeconomica
Il Parlamento ha inoltre ottenuto la possibilità di invitare i ministri delle finanze dei paesi che hanno ricevuto una segnalazione ad audizioni pubbliche; per lungo tempo, durante i negoziati, i governi nazionali si erano opposti a tale provvedimento.
Per i disequilibri macroeconomici, i deputati hanno ottenuto che la Commissione prenda in considerazione anche il surplus di bilancio come ragione di disequilibrio nell'UE. I governi nazionali si erano opposti a tale misura, chiedendo che solo i deficit fossero investigati. Le regole approvate danno la possibilità alla Commissione di indirizzare misure correttive anche a paesi con surplus commerciale, quali Germania e Olanda.
Altri miglioramenti alla proposta iniziale ottenuti dal Parlamento
Alcuni dei provvedimenti più rilevanti presenti nell'accordo finale, su pressione dei negoziatori del Parlamento, sono:
La codifica del semestre europeo in testi giuridici, dando così valore giuridico e maggior peso politico a tale procedura.
- La creazione di un quadro formale di supervisione dei programmi di riforma nazionali.
- L'aumento dei poteri della Commissione, attraverso maggiori informazioni da fornire alla Commissione rispetto a quanto previsto in precedenza e missioni di sorveglianza negli Stati membri.
- Una nuova sanzione (0,2% del PIL) per le statistiche fraudolente dei dati su deficit e debito.
- Un deposito fruttifero come sanzione (0,1% del PIL) nel caso uno Stato membro non agisca come raccomandato per correggere uno squilibrio macroeconomico.
- Una maggiore indipendenza degli istituti statistici.
- La salvaguardia dei processi di contrattazione sociale e gli accordi di fissazione dei salari durante la preparazione delle raccomandazioni ai governi nazionali.