La vice-presidentessa di Artemisia chiede agli amministratori locali più risorse perché quelle che sono già presenti “non sono sufficienti”
Anna Bainotti ha tenuto il seminario ‘L’amore è un’altra cosa’ all’interno del Girls’ Day organizzato da Europe Direct Firenze
Firenze, 08 novembre di 2013.- La vice-presidentessa di Artemisia centro antiviolenza, Anna Bainotti, ha chiesto agli amministratori locali più risorse perché quelle che sono già presenti, come quelle della Provincia, “non sono sufficienti”, inoltre ha evidenziato per altro “il taglio delle risorse” che gli enti locali hanno avuto in questi anni.
Bainotti ha tenuto il seminario ‘L’amore è un’altra cosa: come prevenire la violenza su donne e bambini’ all'interno del Girls’ Day organizzato da Europe Direct e che ha avuto luogo ieri nel Palagio di Parte Guelfa.
La vice-presidentessa di Artemisia, riguardo della Legge sul Femminicidio – approvata a ottobre di questo anno dal Senato italiano–, ha dichiarato che “ha molti buchi” e che “mancano delle disposizioni, per esempio, da parte della procura, di interpretazioni di alcuni provvedimenti che sono inclusi in questa legge”.
Secondo Anna Bainotti è una legge che “sembra un po' la risposta ad una emergenza” e la violenza maschile contro le donne “si deve considerare come un problema strutturale” perché se non “è ovvio che i provvedimenti possono essere limitati e non risolutivi del problema” – e continua – “affrontare il problema della violenza maschile sulle donne significa affrontarlo su più piani come il culturale, sociale o giuridico. È un problema complesso che necessita di interventi e di risposte articolate e non unicamente punitive”.
Parità di genere
Per Bainotti il cambiamento comincia dell’educazione alla parità di genere per i nostri bambini. Secondo lei, si deve lavorare “nel rispetto delle differenze ma per una equità” che invece “è molto difficile” perché i nostri modelli culturali “sono molto permeati da questa visione di differenza in negativo”.
La vice-presidentessa di Artemisia ha spiegato che oggi “si comincia a parlare di educazione di genere o di nuova educazione sentimentale” e che nella sua associazione lavorano “molto” con le scuole e ottengono “grossi risultati”. “È fondamentale se si vuole affrontare il problema”, ha detto Bainotti.
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